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20 - 25 Ottobre 2026

CARROZZERIA ORFEO

CUORE DI PORCO

di Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco, Francesco Petruzzelli

supervisione drammaturgica Gabriele Di Luca
con MATTEO BERARDINELLI | MASSIMILIANO SETTI | FEDERICO BASSI

regia GABRIELE DI LUCA | MASSIMILIANO SETTI

produzione La Corte Ospitale ▪ Centro Teatrale MaMiMò Fondazione Campania dei Festival - Campania Teatro Festival

in collaborazione con Cartoon Club Rimini

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Una gravidanza prolungata oltre i limiti, il cuore di un maiale trapiantato dentro un essereumano, l’apoteosi di un idolo sportivo: trasformazioni individuali, collettive, fisiche epersino spirituali compongono la trama di Cuore di porco, una performance che intrecciadiversi linguaggi dello spettacolo dal vivo.
Teatro, drammaturgia, poesia performativa, musica elettronica, arte visiva eanimazioni video convivono in un’esperienza immersiva, in cui immagini e suoni sigenerano e si contaminano in tempo reale, dando forma a un’opera polifonica estratificata.
Corpi in trasformazione, vasi comunicanti che si influenzano a vicenda, diventano il centrodi un racconto che indaga il rapporto tra individuo e collettività, tra umano e non umano. Proprio per questa sua natura fluida e ibrida, lo spettacolo è pensato per essere agitoanche in spazi non convenzionali, all’aperto o in contesti non necessariamente teatrali.

Cuore di porco è concepito come uno “spettacolo live set”, in cui la creazione sonora,visiva avviene dal vivo e sotto gli occhi del pubblico. Il progetto si inserisce nel filone diricerca avviato nel 2013 con Le Canaglie, collettivo multidisciplinare – costola diCarrozzeria Orfeo – fondato da Massimiliano Setti insieme agli illustratori Federico Bassi eGiacomo Trivellini, nato per esplorare le possibilità offerte dall’incontro tra tecnichetradizionali di disegno e tecnologie digitali.

Chiara Arrigoni, Filippo Capobianco e Francesco Petruzzelli sono tre giovani autoriindividuati da Carrozzeria Orfeo nel corso di un lavoro pluriennale di insegnamento,confronto e dialogo con le nuove generazioni. Con loro si è scelto di avviare un processocreativo condiviso, pensato fin dall’origine come un lavoro corale, in dialogo costante conla supervisione di Gabriele Di Luca e con il dispositivo sonoro e visivo de Le Canaglie.I tre testi, brevi e autonomi, sono connessi in un unico disegno narrativo e si ispirano altema delle metamorfosi: un tema universale e antichissimo, già presente nella mitologia greca, che qui si cala nella contemporaneità, e talvolta la oltrepassa, fino a immaginare nuovi mondi possibili. A partire da questo nucleo, lo spettacolo attraversa ulteriori traiettorie tematiche: il bisogno umano di credere in qualcosa di rassicurante, fino alla costruzione di un proprio dio; il rapporto, spesso contraddittorio o utilitaristico, tra essere umano e animale; il corpo indagato nel mistero delle sue trasformazioni (gravidanza, invecchiamento, malattia) che possono relegare alcuni corpi ai margini, percepiti come scarto, mentre altri diventano oggetto di venerazione. Infine, entra in gioco la tecnologia, capace di intervenire sui cambiamenti “naturali” e di aprire nuove prospettive, non prive di dilemmi etici.

A portarli in scena è la voce di Matteo Berardinelli, accompagnata dal lavoro de Le Canaglie, che crea live illustrazioni, animazioni e musica elettronica originale. La performance è nata a Mantova in occasione del public program dei 500 anni di creatività di Palazzo Te, per portare sul palco una nuova riflessione sul tema delle Metamorfosi e del rapporto tra natura e umano, fili conduttori della mostra di Isaac Julien All that changes you. Metamorphosis.