Vincitore di TEATRI DEL SACRO V EDIZIONE
A dieci anni dal debutto di Immacolata Concezione, Vuccirìa Teatro riunisce tre opere in una retrospettiva di repertorio: Tre riti sull’amore.
Sicilia, 1940.
Concetta viene barattata dal padre caduto in disgrazia con una capra gravida e affidata a donna anna, tenutaria del bordello del paese. Silenziosa, estranea ai piaceri della carne e a qualunque concezione adulta dell’amore, concetta non oppone nessuna resistenza. Sullo sfondo, l’anima nera del fascismo si insinua. Pretende controllo, devozione. Un’educazione all’obbedienza che prepara la guerra e intacca la misura dell’umano. Ben presto la fama della nuova arrivata raggiunge tutto il paese: ma nessuno sa di preciso quali piaceri regali agli uomini per farli impazzire così tanto
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Dentro tre riti sull’amore, immacolata concezione è la stazione della fondazione: il punto in cui il rito nasce e la comunità mostra la sua ambivalenza. È capace di accogliere, ma anche di divorare ciò che desidera. Concetta è un simbolo che incrina l’ordine: “sente” l’anima dei clienti, permette una fragilità che fuori non è concessa, confonde i ruoli e scioglie le gerarchie. Qui, il mare come creatura e misura del possibile è ancora mito e orizzonte. E proprio come nel racconto di colapesce, che sorregge l’isola dal fondo, anche concetta finisce per “reggere” una comunità. La retrospettiva rilegge questa origine come primo movimento di una discesa verso una de-umanizzazione che continua a caratterizzare la nostra storia collettiva.



