“Non sono un mostro. Sono uno strumento del destino.”
Un uomo solo, un segreto inconfessabile e una scia di sangue che attraversa la scena. In questa prima e attesissima versione in lingua italiana, il capolavoro noir di Owen O’Neill trascina lo spettatore negli abissi della mente di un angelo vendicatore.
“Mi odiate perché faccio ciò che voi sognate ogni note nel buio dele vostre stanze.”
Il protagonista ci accoglie con una calma glaciale, ricostruendo con precisione chirurgica una serie di omicidi efferati. Non cerca perdono, ma comprensione: ogni vittima è un tassello di una giustizia distorta, una risposta brutale agli abusi subiti nell’infanzia tra le mura di una canonica. Il trauma del passato si trasforma in una
missione quasi divina, trasformando il racconto in un tesissimo thriller psicologico che scava nel rapporto tra
colpa, fede e vendetta.
“Io non uccido, io estinguo un debito. Sono la mano di un destino che si era dimenticato di passare.”
In questa confessione però, nulla è come appare. Chi è davvero l’uomo che vi sta parlando? La vittima, il carnefice o qualcosa di ancora più oscuro? Mentre le luci annullano i confini tra attore e spettatore e la tensione diventa insostenibile, un colpo di scena finale sventrerà ogni certezza, ribaltando completamente la percezione di quanto ascoltato fino a quel momento, mettendo in dubbio tutto, anche la pietà.
“Il debito è pagato. Almeno per stasera.”
“Absolution” l’opera teatrale del drammaturgo irlandese Owen O’Neill, è un monologo drammatico che esplora i pensieri di un uomo che racconta con freddezza e precisione clinica i suoi omicidi, presentandosi come una sorta di angelo vendicatore. Il testo, tradotto da Evelina Iacovone e adattato per le scene da Marcantonio Gallo – anche interprete – si avvale della regia di Enrico Maria Lamanna.
Nell’opera, nota per per il suo tono cupo e violento, il protagonista rivela di aver iniziato a uccidere per vendicare gli abusi sessuali subiti da parte di un prete cattolico nel suo villaggio in Irlanda.
Presentato con successo al First Irish Theater Festival di New York nel 2010, è stato accolto positivamente dalla critica che l’ha spesso paragonato per atmosfera allaserie Dexter.



