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Il 06 Maggio 2026

RI.TE.NA. Teatro

LE FIGLIE DI BERNARDA ALBA

Drammaturgia musicale Tommaso Grieco
con Maria Claudia Pesapane | Francesca Fedeli | Daria D’Amore | Maria Teresa Battista | Noemi Apuzzo
disegno luci Desideria Angeloni | costumi Rosario Martrone | scenografia Maria Teresa D’Alessio

regia e drammaturgia Fabio Di Gesto

In questa rilettura, La Casa di Bernarda Alba diventa un viaggio visivo e fisico nel cuore della repressione femminile. Il punto di vista si capovolge: la Casa non è più solo uno spazio, ma la protagonista, un essere vivo, fatto di pareti bianche di lycra elastica, che si deforma e si modella con il respiro e il controllo della Madre. Bernarda non è più un corpo in scena, ma una presenza onnipresente, un’entità che plasma lo spazio e le figlie. Corpo, Silenzio e Ombre Il testo originale si apre e si chiude con una sola parola: “Silenzio”. Su quel silenzio costruisco lo spettacolo. Poche parole, corpi, immagini e musica. In questi silenzi le cinque figlie sperimentano i grandi temi dell’opera: repressione, sessualità, passione, desiderio, potere. Le attrici lottano, danzano, respirano. Sono corpi che reclamano vita dentro un mondo che li vuole immobili. Le figlie, vestite di nero, sono per Bernarda ombre di sé stessa. In scena saranno trattate come ombre vive, proiezioni, riflessi, spettri in lotta per diventare carne, voce, verità. Il lutto, imposto come forma di controllo, diventa un’estetica: nero su bianco, ombre che sfuggono alla luce, corpi che cercano una forma. La casa bianca è una prigione immacolata, algida, che contiene e opprime.