30 settembre
Ore 19.30

Centro culturale mobilità delle arti

Solitaria Moltolieta

di Carlotta Solidea Aronica e Clarissa Rollo
con Alice Bertini e Clarissa Rollo
Regia di Carlotta Solidea Aronica e Valeria Iovino

È domenica, sono le cinque. Il sole si alza sul lago, non trova nessuno a salutarlo, a quest’ora si dorme. Il lago, che ha fatto le ore piccole, si spaparanza sul suo letto. Proprio quando sta per addormentarsi arriva qualcuno a tirargli via la coperta. È una donna sui settant’anni, Maddalena. Indossa sei paia di calzini, cinque gonne, quattro giacche, tre sciarpe, due guanti e un gran bel cappello. Non è diretta in alcun posto, ma sembra essere in una frenetica, frustrante, febbrile ricerca di qualcosa. La trova nell’acqua. È lontana, di spalle, con un velo sul capo e il lago sotto le ginocchia. Anche lei è in cerca di qualcosa. Se Maddalena potesse vederla meglio saprebbe che anche lei ha sei paia di calzini, cinque gonne, quattro giacche, tre sciarpe e due guanti, ma non porta il cappello. Maddalena avanza verso il centro del lago, per guardarla meglio. Si scambiano due parole che nessuno può sentire, finché, senza alcun motivo apparente, la donna del lago, anche lei intorno ai settant’anni, mette le mani al collo di Maddalena, e comincia a strozzarla.      Da questo momento in poi le due protagoniste saranno travolte da un turbinio di giovinezza che le porterà, a poco a poco, ad affrontare le varie fasi della loro vita ma soprattutto a diventare l’una indispensabile per l’altra. Tutto finirà quando l’acqua del lago avrà bagnato le loro teste. Ma questo sarà solo l’inizio.

Ore 21.00

compagnia LINEA BORDEAUX

SEBEZIO E FEFE’

di Marco Andreoli

con Davide Logrieco Ricci e Pierciro Dequarto

Regia collettiva
con la supervisione di Daniele Pilli

Il nucleo della storia, il McGuffin, è il Compendio: una scatola. Inventata da uno dei protagonisti, la scatola, in apparenza insignificante, è qualcosa che, come il testo stesso descrive:”Contiene tutto ciò che l’esistenza umana abbia mai contemplato e mai contemplerà. Qui c’è bene e male, ogni idea pensata, ragioni e sentimenti di epoche passate e future. Qui dentro, amici miei, c’è Tutto!” Tuttavia la scatola, nel suo mistero, dimostra di poter essere Tutto e niente, di poter essere il crocevia di tutte le possibilità e di manifestare la loro potenzialità in atto. Un’altra possiblità è che la scatola possa conferire al possessore un potere universale.

L’inventore della scatola è il professor Sebezio Zanussi.

Alle dipendenze del professore c’è Fefè.

“Fortunatamente la nostra lingua dispone di una parola in grado di indicare in maniera perlomeno chiara il contenuto di questa scatola. Qui dentro, c’è Tutto!”

30 Settembre
09:35
Orario

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