IN ALTRE PAROLE – XXI EDIZIONE

Dal 2 Novembre 2026 al 19 Aprile 2027

IN ALTRE PAROLE – XXI EDIZIONE

IN ALTRE PAROLE – XXI EDIZIONE

con il sostegno di
INSTITUTO CERVANTES DI ROMA
AMBASCIATA D’UCRAINA
FORUM AUSTRIACO DI CULTURA
CENTRO CECO DI ROMA
UNIVERSITÀ LA SAPIENZA

in collaborazione con
ACCADEMIA INTERNAZIONALE DI TEATRO
TEATRO AZIONE – SCUOLA DI RECITAZIONE
LA FACTORY DI GABRIELE CIRILLI
CASA DELLE TRADUZIONI

produzione Viola Produzioni – Centro di Produzione Teatrale

Dal 2006 oltre 170 opere teatrali, espresse in 20 lingue diverse, circa 50 di esse prodotte e messe in scena.
Giunge alla XXI edizione In Altre Parole, la rassegna di drammaturgia internazionale contemporanea che da anni porta a Roma testi inediti provenienti da diversi Paesi, creando un confronto tra autori, traduttori, registi, attori e pubblico e proponendo nuove voci della scena internazionale. Il progetto prevede anche due incontri, uno sulla traduzione teatrale, l’altro su stili e tendenze della drammaturgia internazionale nel XXI secolo.
I cinque testi di questa edizione, diversi per lingua, cultura e forma, sono attraversati da una domanda comune: che cosa succede quando le coordinate attraverso cui abbiamo imparato a vivere improvvisamente non funzionano più?

  • In Sperduti di Ramon Madaula, un sospetto incrina la normalità di due amici e mette in discussione amore, amicizia e fiducia.
  • Borsch. Ricetta di sopravvivenza della mia bisnonna porta la Storia dentro una casa minacciata dalla guerra. Una madre e un figlio preparano la fuga dall’Ucraina, mentre una ricetta tramandata attraverso le generazioni diventa memoria, identità e resistenza.
  • Tutti gli volevamo bene di Ignacio del Moral affronta invece l’adolescenza e la memoria di un amico amato ma anche capace di manipolare e ferire.
  • Con Un giorno da Principe, la riflessione si sposta sul potere. Attraverso Machiavelli, forza, astuzia, paura, apparenza e consenso diventano gli strumenti di una lezione che interroga anche il presente.
  • In Uscire di scena di Václav Havel al contrario, il potere è già finito. Rieger, capo di stato alla fine del suo mandato, deve confrontarsi con la perdita del proprio ruolo e della propria identità.

Opere teatrali provenienti da vari Paesi d’Europa che, dalla dimensione privata a quella politica e collettiva, raccontano cosa significa perdere un equilibrio e cercarne uno nuovo. È qui che In Altre Parole rinnova la propria vocazione: portare sui nostri palcoscenici scritture capaci di raccontare il presente e trasformare la presentazione del testo in un crocevia tra lingue, culture, artisti e spettatori.

La rassegna si concluderà poi con la lettura scenica del testo che avrà vinto la rinnovata edizione del premio di drammaturgia italiana PODIUM.
Sei testi dunque, tante geografie e molte domande. Perché ascoltare le parole degli altri significa, in fondo, trovare nuove parole per raccontare se stessi.

SPERDUTI

di Ramon Madaula (Spagna)
2 novembre – Sala Umberto – h 21.00
traduzione e adattamento di Pino Tierno
a cura di Roberto Ciufoli, con Roberto Ciufoli e Simone Colombari

Emilio e Giovanni sono amici e colleghi che si incontrano abitualmente per una birra e due chiacchiere. Tra lavoro, figli e matrimoni, le loro conversazioni apparentemente leggere fanno emergere insoddisfazioni, fragilità e desideri mai confessati. Quando le rispettive mogli partono insieme per un viaggio a Venezia, la gelosia e la curiosità dei due amici prendono una piega sempre più pericolosa. Un sospetto, alimentato da una serie di coincidenze e da una fantasia, li porta a mettere alla prova i propri rapporti. Ma una bugia raccontata per gioco rischia di trasformarsi in un disastro reale, costringendoli a fare i conti con ciò che davvero provano.
Ramon Madaula (Sabadell, 1962) è un attore, drammaturgo e produttore catalano, diplomato all’Institut del Teatre di Barcellona. Ha una lunga carriera nel teatro, nel cinema e nella televisione e ha lavorato con importanti registi della scena spagnola. Negli ultimi anni si è dedicato anche alla drammaturgia, scrivendo opere di grande successo. In Italia è conosciuto per la commedia La Tigre.


BORSCH. RICETTA DI SOPRAVVIVENZA DELLA MIA BISNONNA
di Maryna Smilanets (Ucraina)
4 novembre – Spazio Diamante, Sala White – h 21:00
traduzione di Julia Kovalchuk
a cura di Caterina Misasi e con gli attori di Teatro Azione

La guerra russo ucraina è raccontata attraverso gli occhi di chi la vive sulla propria pelle, lontano dai grandi discorsi della Storia. In una casa minacciata dall’occupazione, una madre prepara il borsch mentre il figlio cerca di convincerla a partire. Tra ricordi, paura e piccoli gesti quotidiani, il cibo diventa memoria di una vita, di una famiglia e di una terra da non perdere. Le diverse storie si intrecciano restituendo voce a persone comuni travolte dalla guerra. Una drammaturgia intima e potente sulla resistenza dell’essere umano e sul bisogno di conservare, anche nell’orrore, ciò che per noi resta casa.
Maryna Smilianets (nata nel 1992 a Kiev) è una drammaturga, sceneggiatrice, giornalista e attrice ucraina. Ha studiato drammaturgia per cinema e televisione e ha scritto più di 15 opere teatrali, rappresentate in Ucraina e all’estero. È stata premiata in importanti concorsi di drammaturgia e dal 2022 è Artist in Residence presso lo Schauspiel Stuttgart.


TUTTI GLI VOLEVANO BENE
di Ignacio Del Moral (Spagna)
16 novembre – Spazio Diamante, Sala Black – h 21.00
traduzione di Giorgia Maria D’Isa
a cura di Pietro Bontempo e con gli attori della Factory di Gabriele Cirilli

Fran, Pietro e Lea sono tre adolescenti riuniti davanti alla bara di Seba, loro amico e cugino di Lea, morto improvvisamente a soli diciassette anni. Nel luogo sospeso della veglia funebre, tra ricordi, battute e silenzi, i tre ripercorrono il rapporto con Seba e il suo modo manipolatorio di coinvolgerli nelle sue imprese. A poco a poco emergono episodi sempre più inquietanti e una verità difficile da affrontare: Seba aveva trasformato la loro amicizia in un gioco di potere, spingendoli oltre i loro limiti. Il passato e il presente si intrecciano, mettendo in luce il senso di colpa, la rabbia e l’ambivalenza di ragazzi che continuano ad amare qualcuno che ha fatto loro del male.
Ignacio del Moral (San Sebastián, 1957) è un drammaturgo e sceneggiatore spagnolo. Ha iniziato la sua carriera come attore, per poi dedicarsi alla scrittura teatrale e audiovisiva. È stato presidente dell’Associazione nazionale Autori di teatro e ha al suo attivo oltre trenta testi per la scena, collaborando altresì alla sceneggiatura di numerosi film e serie televisive, tra cui Farmacia de Guardia e I lunedì al sole.


USCIRE DI SCENA
di Václav Havel (Repubblica Ceca)
17 novembre – Spazio Diamante, Sala Black – h 21.00
traduzione di Annalisa Cosentino

a cura di Veronica Cruciani e gli attori dell’Accademia Nazionale di Teatro
Un capo di Stato alla fine del suo mandato, Rieger, si ritrova nella propria villa circondato da familiari, giornalisti ed ex collaboratori. Cerca di capire quale posto possa ancora occupare nel nuovo ordine politico. Ma il passato torna a presentargli il conto, mentre intorno a lui gli equilibri cambiano e gli alleati diventano improvvisamente avversari. Tra situazioni grottesche, dialoghi surreali e momenti di amara comicità, Rieger assiste impotente alla propria progressiva perdita di potere, non solo pubblico. Una satira feroce sulla politica, sul potere e sulla difficoltà di accettare il momento in cui è necessario farsi da parte, giocata sul dialogo intertestuale con Re Lear e Il giardino dei ciliegi.
Václav Havel (1936–2011) è stato uno scrittore, drammaturgo e politico ceco. Fu uno dei principali oppositori del regime comunista in Cecoslovacchia e partecipò alla Rivoluzione di velluto del 1989. Dopo la caduta del comunismo, divenne presidente della Cecoslovacchia e, successivamente, della Repubblica Ceca. È ricordato come simbolo della lotta per la libertà, la democrazia e i diritti umani.


La voce dell’altro: Traduzione teatrale come viaggio transculturale
A cura di Annalisa Cosentino e Pino Tierno
18 novembre 2026 – Casa delle Traduzioni – h 17.00


UN GIORNO DA PRINCIPE
da Niccolò Machiavelli, elaborazione teatrale di Pino Tierno (Italia)
14 dicembre – Teatro Piccolo Eliseo – h 21.00
con Graziano Piazza

Niccolò Machiavelli (Firenze, 1469–1527) è stato uno scrittore, politico, storico e pensatore italiano. Dal 1498 ricoprì importanti incarichi nella Repubblica fiorentina, svolgendo anche numerose missioni diplomatiche. È considerato uno dei fondatori del pensiero politico moderno e le sue opere più celebri come Il Principe, L’arte della guerra e la commedia La Mandragola sono tradotte in tutto il mondo.
Un uomo entra in scena e, come se conoscesse da sempre le regole del gioco, comincia a parlare a qualcuno che ha chiesto i suoi consigli. Tra una scacchiera, marionette, oggetti e racconti, costruisce davanti al pubblico una sorta di manuale pratico per conquistare e conservare il potere. Con ironia e disincanto, mostra come si possa manipolare, promettere, mentire, usare la paura e trasformare ogni gesto in uno strumento di consenso. Ma quella che sembra una lezione sul potere diventa progressivamente uno specchio del nostro presente. Le parole di Machiavelli si mescolano così alla realtà contemporanea, fino a lasciare al pubblico una domanda: siamo davvero spettatori del potere o siamo noi stessi parte del gioco?


Scenari globali – I parte – Nuove scene ispaniche e l’arte di tradurle a cura di Pino Tierno
8 febbraio 2027 – Instituto Cervantes – h 17.00 


Scenari globali – II parte – Teatro contemporaneo in lingua inglese – stili e tendenze a cura di Enrico Luttmann
9 marzo 2027 – Spazio Diamante – h 17:00


PREMIO DI DRAMMATURGIA PODIUM
Lettura scenica del testo vincitore a cura di Miriam Mesturino
19 aprile 2027 – Spazio Diamante, Sala Black – h 21.00

Tutti gli eventi della rassegna sono ad ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria.
Per info e prenotazioni MANDARE UNA MAIL