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13 - 18 Ottobre 2026

ANTONIO GUERRIERO | LUANA PANTALEO

ANAGRAMMA DI MADRE

Quello che uomini e donne avrebbero dovuto sapere e che non si sono mai detti

di BETTA CIANCHINI

regia di GIUSEPPE MIALE DI MAURO

produzione La Prima Americana

Uno spettacolo ironico e tagliente. Lui neo papà, lei neo mamma.
Battute acide e sarcastiche, risate, emozioni forti. In Italia – senza nonni agibili – è agibile fare figli?
E una madre precaria, in una situazione precaria come reagisce, a parte “entrare nel fantastico mondo della cacca”?
Già, perché le mamme italiane- appena avuto un figlio- non parlano d’altro.
E la cacca del loro bambino è sempre più bella e più buona degli altri!
Ma spesso, quelle con bimbi non “facili” oltre a parlarne ci si ritrovano.


La generazione degli “attuali papà” è la prima generazione italiana a confrontarsi con la nevrosi Post Partum maschile. Notti insonni, pannolini nauseabondi, niente sesso e il peso mentale di essere; quello che non sta a casa tutto il giorno con il pupo e che lavorare è riposarsi al confronto.
Come per la versione femminile, saranno le testimonianze dei tanti “giovani-papà” intervistati a fare da base al racconto del protagonista. La cruda e ironica visione maschile di una problematica che fino ad ora è stata esclusivamente appannaggio femminile. Quando il papà tornava a casa, la mamma diceva: “piano, che papà è stanco, ha lavorato”. Oggi quando torna a casa, il papà si trova un bimbo starnazzante e una donna, mamma, libera professionista in ciabatte smussate e nervi a pezzi. Perché cosa accade nella testa e nel corpo di una donna dopo il parto? La storia di 563 donne intervistate è tutta in questo spettacolo. E le istituzioni cosa fanno? “Anagramma di madre” è la tragicomica quotidianità di una neo-mamma in panne che ha il coraggio di “chiedere aiuto”.
Una confessione teatrale senza filtri, comica e commovente, dove le fragilità diventano forza e l’intimità più privata si fa materia scenica universale. I due protagonisti, interpretati da Antonio Guerriero e Luana Pantaleo, danno voce a un’esperienza condivisa ma vissuta con sensibilità differenti, tra urla soffocate e risate improvvise, senso di inadeguatezza e slanci d’amore assoluto.


Scritto da Betta Cianchini, lo spettacolo mescola realismo e teatralità con uno stile diretto, graffiante e autentico. Un atto unico che parla a chi è genitore, a chi lo è stato, ma anche a chi non ha mai trovato le parole per raccontarne il dopo.