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7 - 11 Aprile 2027

ANTONIO PERRETTA | LEDA KREIDER | MAURO LAMANTIA

HAMLET

Cronache dall’Interzona

di Pasquale Stanziale

regia LEDA KREIDER

produzione Tieffe Teatro, Centro Teatrale Bresciano, TrentoSpettacoli

con il sostegno di Operaestate Festival Veneto

e con il sostegno di Centro Santa Chiara Trento

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progetto vincitore del Bando Vene.Re 2025 a cura del Centro di Residenza del Veneto – Vene.Re

Kerouac afferma che Burroughs passava lunghe ore coi libri di Shakespeare in grembo: c’è un continuo rapporto di amore e odio con il Bardo immortale, come lo definisce Burroughs. Per questo Stanziale crea una corrispondenza tra la figura di Amleto, nucleo e centro della letteratura teatrale Shakespeariana di tutti i tempi, e la scrittura/pensiero/vita di William Burroughs, con il suo humour vitreo, il suo rude buonsenso e la sua visionarietà, creando una nuova drammaturgia psichedelica che tiene conto del testo classico e delle (non) regole della Beat Generation.

Amleto è il viaggiatore. Non più il principe danese consumato dall’indecisione, ma un nomade del pensiero “figlio del dubbio”, uno spirito inquieto che cerca risposte in un mondo dove la logica è collassata. Qui i suoi tormenti si fondono con il pulsare organico di un’umanità mutante, figure che lui conosce e non conosce, trasfigurate, che parlano una lingua talvolta lucida, talvolta spezzata. Il suo celebre dilemma “Essere o non essere” risuona ora come un’eco distorta, filtrata dalla paranoia, dal desiderio e dalla crudeltà di un’epoca in disfacimento. Probabilmente la nostra epoca contemporanea. L’Interzona è anche una mappa di conflitti interiori: il desiderio e la colpa, il potere e la disillusione, la carne e il verbo. 

Qui Amleto dialoga con Gertrude, Claudio, Polonio, Laerte, Ofelia, Jaques Lacan e Burroughs stesso, figura demiurgica e guida scettica che, sin dall’apertura del testo lo sfida a riscrivere il proprio destino. Ogni incontro che si sussegue diventa per Amleto una battaglia per ridefinire l’identità e il significato della libertà nell’era del tecnocapitalismo.

Potremmo definire questo testo una riscrittura dell’Amleto in chiave contemporanea. Amleto si trova nell’Interzona – a questo siamo introdotti proprio dal personaggio Burroughs, che apre le danze – e in loop perenne si ritrova davanti sua madre, Ofelia, Claudio, e poi Lacan, e il dubbio di Amleto si mescola con le voci degli altri personaggi; grazie alla presenza/ombra di Lacan si disquisisce in modo ironico e tagliente sul concetto di Desiderio – centrale – in Amleto. Una danza di vita e di morte sospesa nel limbo dell’Interzona: siamo a Tangeri, siamo in Danimarca, siamo in una città metropolitana americana, siamo in una città europea contemporanea, e Amleto, portato allo stremo delle forze da queste visioni spettrali, non desidera altro che cercare di uccidere il suo autore per poter fermare questo vortice infernale. Ce la farà? E cosa accadrà al personaggio Amleto, una volta libero dal proprio padre-autore? Quale varco si apre a chi resta senza origine? Shakespeare/Burroughs/Amleto, Ofelia/Joan, Guglielmo Tell, relazioni, rischi e uccisioni, corrispondenze lontane secoli di vicende reali e inventate, che ritornano e circolano davanti ai nostri occhi in un caleidoscopio di vite passate e presenti