Mancanza di stelle è un monologo teatrale diviso in tre episodi autonomi la protagonista, una donna ironica, disillusa e vulnerabile, costruisce davanti al pubblico il ritratto tragicomico di una generazione che continua a desiderare nonostante la continua esperienza della mancanza.
Nel primo episodio, intitolato “Salsa di soia”, la donna racconta il rituale dei suoi appuntamenti settimanali con la psicoterapia. All’uscita da una seduta, in una Roma elegante e distante dal suo quotidiano precario, viene attratta da uno sconosciuto che idealizza immediatamente come possibile compagno di vita. Lo segue all’interno di un supermercato, costruendo nella propria immaginazione una storia sentimentale ancora prima di avergli rivolto la parola. Il tentativo di approccio fallisce miseramente, ma l’ostinazione a inseguire quella fantasia la conduce ad acquistare una costosissima bottiglia
di salsa di soia, oggetto inutile e sproporzionato rispetto alle sue possibilità economiche.
La protagonista non sta inseguendo un uomo, ma la possibilità di non essere sola.
La vicenda prosegue nel secondo episodio intitolato “Bestio-line” esplorando il rapporto della protagonista con il lavoro costellato da una lunga serie di impieghi precari. Dopo un episodio di esasperazione culminato nel licenziamento da un ristorante, decide di dedicarsi esclusivamente a percorsi professionali che possano valorizzare la sua vocazione artistica e si ritrova impiegata in uno spettacolo per bambini all’interno di un centro commerciale. Costretta a interpretare una improbabile “gabbianella storpia” che
dovrebbe commuovere il pubblico suonando il violino, strumento che la protagonista non sa suonare nonostante abbia dichiarato il
contrario, tutto mentre scopre che si esibirà alla presenza di una delle più grandi agenti cinematografiche che avrebbe potuto offrirle
un’opportunità professionale destinata a sfumare dopo la sua performance. In “Flyxbus”, il terzo episodio, durante un viaggio notturno in autobus verso Roma, i pensieri della protagonista si alternano con le chiacchiere quotidiane, di pensione, figli ormai lontani, tradimenti, feste patronali, malattie e ricordi condivisi di due anziane donne sedute accanto a lei. È qui che emerge il
nucleo drammatico del testo: il rapporto con la sorella scomparsa. Gradualmente il pubblico scopre che la sorella ha vissuto per anni una malattia degenerativa che l’ha condotta a una progressiva perdita di autonomia fino alla morte.
Il racconto mette in luce il rapporto complesso tra le due donne attraversando il tema dell’elaborazione del lutto, interrogandosi sul senso della sopravvivenza e sul peso che grava su chi resta. La protagonista rifiuta il ruolo di erede simbolica delle aspettative familiari e rivendica il diritto di esistere senza dover compensare l’assenza della sorella o giustificare la propria sopravvivenza attraverso il successo.
Mancanza di stelle è un racconto sul desiderio nelle sue molteplici forme: desiderio d’amore, di riconoscimento, di libertà, di appartenenza e di futuro. Indaga il rapporto tra ciò che perdiamo e ciò che continuiamo a



