Il progetto è realizzato con il sostegno del Ministero della Cultura – Direzione Generale Spettacolo ed è vincitore dell’Avviso Pubblico Lo spettacolo dal vivo fuori dal Centro – Anno 2026 promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria.
Rigetto è il secondo capitolo, dopo Affogo, della Trilogia dell’odio di Dino Lopardo. Al centro della vicenda, due sorellastre – Anna e Clara intrappolate in un vuoto emotivo ed esistenziale che si manifesta attraverso il rapporto con il cibo e con il corpo. Il contrasto tra le due protagoniste e la loro continua lotta interiore danno vita a una tragicommedia che esplora l’infelicità nascosta dietro il cibo e il corpo. La grottesca realtà delle loro abitudini alimentari si riflette in ogni loro interazione, dai gesti alle parole, come se il cibo fosse l’unico modo con cui possano affrontare il mondo che le circonda. Nel corso dell’atto unico le protagoniste si confrontano costantemente con la loro dipendenza dal cibo. L’incapacità di sfuggire a questi meccanismi disfunzionali diventa una vera e propria “battaglia” tra di loro, ma anche una lotta interna con se stesse. La tensione cresce man mano che Anna, in preda alla ricaduta nella bulimia, e Clara, con il suo bisogno di conferme esterne, iniziano a sfidarsi, con il cibo che diventa il mezzo attraverso cui misurano il proprio valore. Anna cerca di tenere tutto sotto controllo, nascondendo la sua sofferenza, mentre Clara si mostra più esplicitamente in lotta con il corpo e la solitudine, spesso prendendosi in giro in maniera macabra, anche attraverso la sua immersione nel feederism: pratica erotica su piattaforme online in cui si mangia di fronte a una webcam su richiesta di feticisti disposti a pagare. Il linguaggio è tragicomico e grottesco, con forti elementi di black humor, alternati a momenti di estrema tensione emotiva. Il frigorifero “REX” (vero e proprio personaggio) diventa presenza attiva e simbolica in contrasto ai corpi storici e politici, attraversati da rituali, compulsioni e ripetizioni.



