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4 - 7 Marzo 2027

GIOVANNI LUDENO

S-ENZ

di Enzo Moscato

a cura di Claudio Affinito | adattamento drammaturgico Giovanni Ludeno | musiche Paolo Polcari | paesaggio visivo Roberto-C

produzione Casa del Contemporaneo

S-ENZ, spettacolo ideato e interpretato da Giovanni Ludeno, sull’opera di Enzo Moscato, prodotto da Casa del Contemporaneo, ha debuttato nell’ambito della III edizione di We Love Enzo ed è caratterizzato dalle musiche dal vivo di Paolo Polcari (cofondatore degli Almamegretta) e dalla collaborazione artistica di Roberto-C (artista dell’ex duo Ciop&Kaf). Un’immersione intima e struggente nella drammaturgia di Enzo Moscato, un approfondimento della sua visione unica del teatro e della vita.
Lo spettacolo vuole essere la scoperta di un’eredità che persiste, un’occasione rara, un viaggio fatto di parole, musiche e immagini che si intrecciano per celebrare la poetica
di Enzo Moscato.
Ragionando sugli scritti Gli anni piccoli e Occhi gettati, e dai testi, come Luparella e Partitura, Giovanni Ludeno costruisce S-ENZ come un atto d’amore e di
attraversamento: non una semplice restituzione, ma un dialogo vivo con una scrittura che ha saputo dare voce agli scarti, ai fantasmi e alle ferite di una città e dell’umano,
trasformando il teatro in lingua poetica, corpo politico e visione. Giovanni Ludeno è un attore di teatro e cinema, molto richiesto da importanti registi
ed è tra l’altro un volto noto della tv. Ha lavorato tra gli altri con Mario Martone, Edoardo De Angelis, Marco Tullio Giordana, Nanni Moretti, Roberto Andò, Arturo Cirillo, Pierpaolo Sepe; è inoltre un volto noto della tv per la sua partecipazione a fiction come “Le indagini di Lolita Lobosco”, “Vincenzo Malinconico, avvocato d’insuccesso” e “Noi della Sanità”.
Il musicista Paolo Polcari, compositore, cofondatore e tastierista degli Almamegretta, produttore, ha lavorato tra gli altri con i Massive Attack.
Roberto – C è fondatore e membro dell’ex duo di artisti urbani Cyop&Caf.
Come dichiara Ludeno «S-ENZ è il titolo di una caduta vocalica, di una frattura: una O che se ne va, un trattino che separa il SE. Ciò che emerge è, prima di tutto, un’assenza, una mancanza. Resta il nome. Resta la vita più vita di tutte le vite.
Il nome è quello di un poeta, di un canto mai smesso, mai finito; di un racconto lunghissimo, antico e ancora a venire; di un pensiero, una preghiera, un gioco. È il nome di uno scugnizzo, ENZ, che fattosi poeta lo è rimasto per sempre».